ItalianoEnglishDeutschHome Lina Sari

“Un’ arte che si potrebbe definire…”
Mendacio. Trappola logica. Sgusciare via.
Qua si tratta di Lina la svagata
La dai mischiati cammini…
L’ occhio sussurra: OMNIS
DETERMINATIO (latina è Lina) EST
NEGATIO, così ricaccio
Tra i balbettii del Logos Definitore
E i genuini baratri dell’ Angelo
Determinatore la vana
L’ oscena smania di definire.
Di grazia, sia Lina Sari indefinita:
Scamparla, questo voglio, dalla morgana
Che agita sepolcri di parole
Come fosse la mano plasmatrice
Là riflessa schierata candita,
Addirittura da libera creatrice
Nuvola fatta porta, in chiavi avvilita.
Battito cangiante, la ripudio manettata.
Vertigini da lei fissate, bersagli in volo.
Delle sue fionde grafiche, oggetti visionari,
Dondolii delle membra in esercizio
Sui mobili tatami della vita…
Non dirò sogni, un facile sbarcare
In un vuoto di approdi. Radiografica,
Di qualche ammasso psichico rivela
Contorni rari, e un arte del sorriso
Manipola e trasforma, per dar luogo
A un sorriso più largo, che si dona,
Papiro e altra materia. Questa è Lina,
Però soltanto un poco, forse una
Sola di tante vite in germe che indovini
Nel suo passarti accanto di affrettata.
Sarò riuscito nel mio duro intento
Di non dire di lei, di lasciar tutto
Svanire in un tenue e corto pizzicato?
Se ne avrò detto troppo, ci si passi
Sopra la scolorina.
Sul foglio vergine cada
La goccia di colore
Luminoso che è Lina.

Guido Ceronetti

Crumiria, Aprile 1995

 

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